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18 i nostri concittadini positivi al Covid-19...

Desidero informare la popolazione che sono attualmente 18 i nostri concittadini positivi al Covid-19, di cui solo 14 effettivamente presenti nel nostro territorio.

4 ulteriori persone, che presentano sintomi compatibili con il Covi-19, sono ancora in attesa del responso dei tamponi effettuati e, nel frattempo, sono già precauzionalmente in isolamento.

Da ieri (ndr) 15 novembre 2020, come ormai è noto a tutti, l'intera Toscana è diventata Zona Rossa e con essa, ovviamente, anche il nostro comune.

In occasione di questa nuova stretta, mi preme mandare un messaggio di responsabilità e di speranza.

E' oggi necessario tornare a quei sentimenti di solidarietà e di responsabilità e non lasciarci invece andare a stanchezza e disattenzione, o peggio, a menefreghismo e negazionismo: i numeri sono complessivamente assai maggiori di questa primavera e se non inverte velocemente la tendenza della curva dei contagi, il sistema sanitario, già in notevole affanno, potrebbe andare definitivamente e irrimediabilmente al collasso.

E' quindi necessario, ora come non mai, aver cura di rispettare i divieti, di evitare tutte le situazioni che possano trasformarsi in focolaio di infezione o veicolo di diffusione ed utilizzare sempre (e correttamente) i dispositivi individuali di protezione.

Il mio vuole però essere anche un messaggio di speranza, perché se rispetteremo le regole, saremo in grado di limitare i contagi e preservare il funzionamento del sistema fino alla messa a disposizione di cure specifiche e vaccini: del resto, rispetto ai primi tempi, la risposta terapeutica al virus è già molto migliore e secondo le notizie che è dato leggere, mancano ormai pochi mesi.

Ritengo infine doveroso un appello anche a coloro che, pur non essendo residenti nel Comune, tuttavia frequentando abitualmente i nostri paesi, per avervi amici, parenti, seconde case ecc..., sono sempre stati  e saranno sempre i benvenuti ma, in questo momento, è assolutamente necessario il rigoroso rispetto delle norme emergenziali che disciplinano, limitandoli, gli spostamenti.

E' assolutamente fondamentale la riduzione degli spostamenti e la stanzialità delle persone nei luoghi dove hanno medico di famiglia e posizione sanitaria.

Per questo chiederò al Capo di Polizia Municipale di vigilare attentamente sulle presenze di non residenti sul territorio.

fonte: pagina Facebook del Comune di Minucciano

Comune: raggiunti i 12 casi totali...

Si avvisa la popolazione che i casi di positivi al Covid-19nel nostro comune sono attualmente 12, considerando, in tale numero, anche i 2 casi già noti, ma non ancora formalizzati dall'Ufficio Igiene e Prevenzione dell'Azienda USL, ed 1 già negativizzato, anche quello non formalizzato.

Di essi, i presenti sul territorio sono attualmente 7; uno a Gorfigliano, uno a Gramolazzo, uno a Pieve San Lorenzo, due a Metra e due ad Antognano. Gli altri non risiedono o non hanno attuale domicilio sul territorio.

Attualmente, quindi, la situazione è serie, ma sotto controllo.

Si raccomanda il rispetto delle regole sull'igiene personale, sul distanziamento sociale, sull'uso dei dispositivi di protezione (mascherine) e, in generale, di tutte le regole poste a livello nazionale e regionale, perché è fondamentale non abbassare la guardia, al fine di ridurre le occasioni di diffusione del virus e di contagio. 

Al contempo, ritenendo la scuola un elemento fondamentale della nostra società, si rassicura la cittadinanza che sono stati fatti tutti gli sforzi possibili per garantire la prosecuzione in sicurezza delle attività didattiche e dei servizi ad essa collegati.

Si comunica che, con la collaborazione della Misericordia di Gorfigliano e dei Volontari di Protezione civile, è in corso la distribuzione di 10.000 mascherina chirurgiche a domicilio: si ricorda che ne hanno diritto solo i cittadini residenti.

Da ultimo, preme ricordare i nostri cittadini ed amici che hanno attività ricettive e bar, gelaterie, ristoranti, che, oltre a vivere le nostre stesse limitazioni, si vedono oggi per il bene di tutti, pesantemente limitati anche nelle loro attività economiche, in una realtà come la nostra, che di per sé è già difficile: l'appello che voglio fare è ad aiutarli per quanto possibile, andando a consumare negli orari consentiti, facendo la spesa nei piccoli esercizi locali invece che nei centri di grande distribuzione, utilizzando l'asporto. 

fonte: pagina Facebook del Comune di Minucciano

Racconto, riflessione, azione. (di Marcello Ferri)

A questo punto è evidente, Ermes sta davvero entrando di prepotenza nella nostra comunità. Vogliamo innanzitutto palesare la nostra gratitudine verso chi partecipa attivamente nel far accrescere questo spazio con articoli, con racconti, chi addirittura ha contribuito alla realizzazione fisica del nostro giornale (alcuni commercianti del comune). Questa mattina vogliamo dimostrare ancora di più la nostra soddisfazione, sì, perché Ermes da oggi ha un valore aggiunto nella propria "squadra": Ferri Marcello. Niente preamboli nel presentare il noto poeta e scrittore gorfiglianese, il suo curriculum parla da solo, dove nell'arco della propria carriera pluridecennale  è riuscito a ricevere molti riconoscimenti importanti.

La redazione


Il giorno di Ognissanti, come ogni anno, sono andato al "Cimitero Vecchio" su di "Casa".
Dopo la visita al cimitero sono salito alla Chiesa Vecchia e al Museo dell'Identità e della Memoria.
Non è certamente la prima volta che vado lassù, ma questa volta mi ha preso più forte, la sensazione di abbandono da parte nostra, mi riferisco ai paesani, che abbiamo in questi anni lasciato avanzare verso il nostro vecchio paese.
Sono certo che tutti quelli che hanno visitato il museo e che oltre a tutto il materiale che si trova all'interno, hanno osservato le tante foto affisse che mostrano i volontari, che ogni domenica hanno lavorato lassù e con sudore e spirito di sacrificio uniti alla tenacia di un popolo fiero, discendente dai Liguri-Apuani, ha riportato a nuova vita quello che ormai sembrava perduto per sempre.
In queste immagini si vedono i loro sorrisi, la loro forza, la loro voglia di vivere e far rivivere il vecchio paese.
Oggi vedo che c'è un certo assopimento riguardo a questo progetto, non vedo più in mezzo a noi, questo spirito di squadra che ha fatto tutto questo.
Perciò mi chiedo perché non ci risvegliamo, muoviamoci, non rendiamo vano lo sforzo e il sudore versato da questi eroi, lo dobbiamo a chi non c'è più e chi adesso vede reso vano il loro sforzo, che ci ha regalato qualcosa di eccezionale.
Allora, tutti insieme, uniti come un tempo, tiriamo fuori le nostre idee e rimbocchiamoci le maniche, lassù c'è il nostro passato, il nostro presente ed il nostro futuro; lassù c'è Gorfigliano.
Ricordiamoci che non c'è futuro senza passato e se non ci muoviamo il nostro futuro si fermerà al presente. 

Marcello Ferri

Era la notte dei tempi, quando i Natalecci decisero di essere gorfiglianesi...

Era la notte dei tempi, quando “la tradizione” decise di fare la sua comparsa tra le fila umane. Da tempo immemorabile i contadini di ogni parte d'Europa hanno usato accendere “falò” in particolari giorni dell'anno: perché mai, si chiederà...

Riti pagani sviluppati nella nostra valle ai tempi dei Liguri Apuani, molti anni prima della venuta del Cristianesimo. Culti del fuoco le cui funzioni erano molteplici: la purificazione, per scacciare e distruggere tutte le influenze negative personali, come streghe, mostri e demoni, e perché no, anche quelle impersonali, come le malattie e infezioni. 

Il fuoco, elemento purificatore per eccellenza, con il quale distruggere e “seppellire” i dispiaceri dell'anno passato, per guardare con rinnovata fiducia al nuovo ciclo di stagioni che stava per cominciare.   

Una tradizione che vede origini ancor più antiche di quelle Etrusche, oltre mari e terre lontane, fredde... Lì, dove vivevano i celti, che da sempre si affidano al fuoco come rito propiziatorio.

Venne il Dio Sole, e con esso il “solstizio d'inverno”, ove queste cerimonie avevano luogo per propiziarsi la benevolenza divina, così da assicurarsi la luce del sole e il suo calore. E molti erano i segnali divinatori che il Dio pagano offriva ai suoi fedeli, sempre attraverso il fuoco: l'intensità delle scintille, la direzione del fumo, il crepito della pianta di ginepro... Elementi da cui trarre presagi sui raccolti, epidemie, carestie.

E i tizzoni, raccolti il giorno dopo, che venivano poi conservati come preziosi amuleti.                                                                                                                                                                      

E giunse il Cristianesimo e le sue “teorie eretiche”. Categorico dover scoraggiare e proibire la tradizione del fuoco: non solo qui, in Garfagnana, ma in tutti i luoghi in cui perdurava questa tradizione. Perché era peccato agire al di fuori di quello che era contemplato dalla visione del Signore...

Così diceva Papa Leone I nel sermone tenuto nel Natale del 460:

"E' così tanto stimata questa religione del sole e del fuoco che alcuni cristiani prima di entrare nella Basilica di San Pietro in Vaticano, dopo aver salito la scalinata, si volgono verso il sole e piegando la testa si inchinano in onore dell'astro incandescente. Siamo angosciati e ci addoloriamo per questo fatto che viene ripetuto per mentalità pagana. I cristiani devono astenersi da ogni appartenenza di ossequio a questo culto degli dei".

Sappiamo tutti come andranno le cose...

Dice un vecchio e saggio proverbio: "Non c'è nemico oggi, che non possa diventare amico domani"...

E così la chiesa cristiana cominciò ad associare il sole all'immagine di Gesù; si sottolinearono le frasi del vangelo dove Cristo era paragonato al sole: "Il suo volto somigliava al sole quando splende con tutta la sua forza" (Apocalisse di Giovanni), si adotterà il monogramma IHS inglobato in un sole fiammante, gli ostensori prenderanno la forma di un disco solare, e molti, molti altri esempi.

Ed è da questo momento che Gorfigliano entrerà prepotentemente come esempio storico. Se si domandasse oggi a qualche abitante del posto (anche fra i più anziani) quando ha avuto inizio questa tradizione, la risposta sarà dell'incoscienza,  poiché il tutto ebbe origine da tempi ormai vetusti. 

Magicamente vive ancora questa favola, e con il passare dei secoli il significato attribuito a questa usanza è esclusivamente cristiano: dover riscaldare il Bambin Gesù il giorno della sua venuta al mondo...

Si chiamano Natalecci, costruzioni di forma cilindrica ottenute conficcando in terra un tronco di legno che nel dialetto locale prende il nome di "tempia", attorno ai quali vengono "tessute" una gran quantità di rami di ginepro. Va raccolto il materiale e costruito il cilindro, che di norma può superare anche i quindici metri di altezza, per un diametro di tre-quattro metri. L'abilità sta nel rendere il più stabile possibile questa struttura affinché non cada, e altrettanta bravura risiede nella "tessitura" del ginepro, che garantisce una fiamma duratura. 

Tre rioni, un solo vincitore, ed un intero paese in festa.

Era la notte dei tempi, quando i Natalecci decisero di essere gorfiglianesi...E fino al tramonto della storia, di Gorfigliano soltanto, saranno i Natalecci...

Giorgio Ferri

Il Diavolo non muore mai...

Diavoli Neri: Carvajal, Biagiotti, Pennucci (17' Gemma, che uscirà anch'egli per infortunio, lasciando il posto a Santini, al 55'), Fontanini (55' Satti), Pellegrinotti, Touray, Orsetti, Monaco, Ceccarelli, Crudeli, Del Giudice (90' Micchi) A disp.: Ferri, Pucci, Tonelli, Torre, Cassettai G. 

Sporting Pietrasanta: Ceragioli, Szabo, Moriconi, Moschetti, Raffaetà, Laucci, Cerri, Biagioni, Pinelli, Tosi, Crovi (80'Guidotti) A disp.: Begotti, Russo, Tancredi, Giannarelli, Costa, Sodini 

Continua, la striscia positiva dei Diavoli Neri Gorfigliano. Dopo la vittoria in casa del Don Bosco Fossone, ecco il pareggio per 2 reti a 2 contro una delle favorite alla vittoria finale. Solito 4-4-2, ormai un must, quello di mister Cassettai, che nei primi minuti di gioco ha mostrato non poche lacune.

Partita che inizia forte per gli ospiti dello Sporting Pietrasanta, con i Diavoli Neri che non riescono ad attuare alla perfezione il pressing richiesto dall'allenatore, e quindi costretti ad affidarsi a Carvajal per ben due volte. Al 17' Pennucci è costretto ad uscire dal campo per infortunio. Prende il suo posto Lorenzo Gemma. Primo tempo che si chiude con il risultato di 0 a 0, ma resta amaro in bocca il tiro di Del Giudice che di poco sfiora il palo negli ultimi minuti di questa prima fase di gara.

Secondo tempo ricco di emozioni: al 53' cross di Crovi al centro dell'area, e autogol di Touray, che con una rocambolesca deviazione non riesce ad evitare il vantaggio dei versiliesi. Al 55' doppio cambio di Cassettai: fuori Gemma per infortunio, e dentro Santini. Fuori Fontanini, che non conferma l'ottima prova di Fossone, e dentro Luca Satti. Al 63' espulso Biagiotti per un'incomprensione dell'arbitro; salterà quindi almeno due giornate. Gorfigliano che da qui in poi si trasforma: al 71' Monaco, con un'azione personale sulla fascia, manda in bambola due avversari, per poi servire un cioccolatino a Del Giudice che in tap-in fa 1 a 1. Al 73' Satti, da posizione improbabile, tenta la conclusione su calcio di punizione: costretto all'ottimo intervento Ceragioli. Poco più tardi, al 79', Cerri, da un lancio proveniente dalle retrovie, mette in mezzo il pallone di testa, favorendo la conclusione in porta di Pinelli; è 2 a 1 per lo Sporting Pietrasanta. E' l'89', calcio d'angolo per i Diavoli Neri: Monaco (che nei minuti finali risulta essere decisivo) va al cross, e gol di testa di Crudeli. E' 2 a 2 finale.

Risultato ottimale per i Diavoli Neri, considerando l'evolversi della partita. Cuore e grinta hanno permesso alla squadra gorfiglianese di agguantare per ben due volte il pareggio, contro una squadra di grande rispetto. Settimana di fuoco, quella che viene, in attesa del 25 ottobre, per il derby Vagli-Diavoli Neri. 

Il Diavolo non muore mai, e la prova è servita...



Gorfigliano sul web...

Quando effettuiamo una ricerca con Google ci viene presentata una lista di risultati che provengono da tutto il web.

Questa operazione è paragonabile alla consultazione di una grande enciclopedia. In una frazione di secondo, gli algoritmi della Ricerca Google ordinano centinaia di miliardi di pagine web nel nostro indice di Ricerca per trovare i risultati più utili e pertinenti rispetto a quello che si sta cercando. Ricordiamoci che la qualità dei contenuti viene decisa da un algoritmo che non è perfetto e, nonostante i continui perfezionamenti, non lo sarà mai. 

Comunque.. Se digitassimo "Gorfigliano"? 

Prima di tutto proviamo a fare uso di Google Trends, che ci permette di scoprire la quantità di ricerche nel mondo di una  parola in un certo periodo. Inoltre, sempre la stessa piattaforma ci svela da dove questa ricerca è stata effettuata. I dati di Google Trends ci mostrano che Gorfigliano viene cercato perlopiù nella nostra regione, ma alcuni utenti della Lombardia e del Lazio hanno digitato il nome del nostro paese su Google almeno una volta. In termini extranazionali, nell'ultimo anno Gorfigliano è stato cercato una volta solamente, dalla Germania. Il picco del numero di ricerche (circa un centinaio in una settimana) si è raggiunto stranamente nel mese di Luglio 2020. Chissà cosa avrà scaturito questo mini boom di ricerche...

Lasciamo da parte l'utile Trends adesso, e digitiamo il nome del nostro paese sulla classica barra di ricerca. Il primo articolo su cui ci imbattiamo è ovviamente la pagina Wikipedia. L'articolo sull'enciclopedia digitale più famosa al mondo è stato aggiornato per l'ultima volta il 4 Aprile 2020.  La zona dedicata al paese nel sito comunale è il sesto articolo in lista, dietro ai motori di ricerca di alberghi, alloggi e ristoranti (TripAdvisor e affini). 

Il peccato è che, scorrendo tra le pagine, ancora non si trova un sito di riferimento per il nostro territorio che fornisca informazione e che presenti propriamente al mondo del web le bellezze dalle quali siamo circondati...

Michele Ferri

Radio Margherita: tornerà o non tornerà?

Annunciando il futuro progetto di aprire una radio dal nome "Radio Margherita", abbiamo avuto un grandissimo riscontro positivo dal popolo gorfiglianese e non solo. Siamo rimasti veramente spiazzati da questa reazione, tant'è che il nostro progetto avrà un'evoluzione. Partiti con l'idea di realizzare il solito "minestrone" web, adesso il nostro orizzonte sarà sicuramente diverso: l' FM.

Non sarà facile, la burocrazia è 100mila volte più difficoltosa, gli strumenti saranno 100mila volte più costosi, però è quello che si merita la nostra radio. Dall'annuncio di una nuova apertura di "Radio Margherita", dopo quasi 50 anni, l'intero paese è "impazzito". Abbiamo ricevuto solidarietà in maniera esponenziale, inaspettata. Naturalmente se riesci a portare un gorfiglianese a ritroso nel tempo questo si farà in quattro per realizzare tale progetto.

Abbiamo avuto sostegno da chi quella "vecchia" radio l'ha fatta, realizzata. Da chi, sicuramente verrà "arruolato" nel creare una propria trasmissione. Sarà fantastico, perchè saremo una radio a tutti gli effetti. 

Siamo fatti così, dopo il giornale (Ermes), vogliamo entrare nelle vostre vite con una nuova radio... e chissà, se tutto va come deve andare anche una televisione.

Aprire nuovamente Radio Margherita vorrà dire dare voce a Gorfigliano, al comune di Minucciano, alla Garfagnana, alla Toscana, all'Italia, alla musica nazionale e internazionale; sarà la portavoce del nostro territorio: stupendo, fantastico meraviglioso. L'importante è che sia una radio LIBERA!

Davvero, non possiamo dirvi di più, quello che vi promettiamo è di tenervi informati negli sviluppi della situazione; al momento siamo sulla buona strada.

Radio Margherita tornerà!


Alessandro Ferri

I Diavoli Neri sbancano a Carrara: è 1 a 2 contro il Don Bosco Fossone!

Don Bosco Fossone (4-3-3): Tovani, Provenzano, Vaira, Ugolini, Micheli (88' Meloni), Pasqualetti (71' Monfroni), Donati, Giananti (60' Bernuzzi), Basciu (62' Busnelli), Vatteroni, Manzo (88' Bianchi). A disp.: Marchini, Bertani, Borelli.

Diavoli Neri Gorfigliano (4-4-2): Carvajal, Gemma, Pellegrinotti, Tonelli (20' Del Giudice), Pennucci, Fontanini (92' Micchi),Cassettai (60' Santini), Crudeli, Monaco, Ceccarelli. A disp.: Ferri, Torre, Pucci.

Festa grande, per i Diavoli Neri Gorfigliano, che con due gol riescono a sbancare a Carrara contro il Don Bosco Fossone, e a portarsi a casa i primi tre punti stagionali. 

Partita dai ritmi alti, tanta qualità e quantità da ambedue le parti. E' Pennucci, al 7' di gioco, ad aprire le marcature, con un bel sinistro da calcio piazzato. Pareggio che arriva esattamente dieci minuti dopo con Vatteroni, che a porta quasi sguarnita riesce a perforare Carvajal con un bel colpo di testa. Termina in pareggio il primo tempo, con un Don Bosco in grado di mettere ai ferri corti i Diavoli Neri (complice anche l'infortunio di Tonelli al 20').

Nei secondi 45 minuti saranno i Diavoli Neri a dirigere lo spettacolo: aumentano i ritmi, aumentano le verticalizzazioni, e quel poco di pubblico presente ha ben molto da vedere. Diverse occasioni create, che hanno visto l'opposizione di un buon Tovani, e qualche imprecisione di troppo. Al 60' di gioco, Cassettai è costretto ad uscire dal campo per infortunio. Due squilli importanti, quelli del Don Bosco, che avrebbero potuto mutare considerevolmente il risultato della partita. E altrettante due volte, ad opporsi, uno strepitoso Carvajal, che è riuscito a tenere in piedi la baracca. Non bastano Fontanini, Ceccarelli, Del Giudice ed Orsetti, a porre fine alla partita. All'82', palo di Monaco su cross da calcio d'angolo. Partita che ormai sembra correre sui binari del pareggio, quando ancora Monaco, al 92', grazie ad un rimpallo in area avversaria, riesce a perforare Tovani al volo con un destro violento: è 1 a 2 per la squadra Gorfiglianese. Sempre al 92', esce dal campo tra gli applausi generali Fontanini, autore di una prova strepitosa. La partita terminerà così, con gli ultimi minuti che hanno visto i Diavoli Neri sacrificarsi per difendere il vantaggio, e bruciare due ottime palle gol che di fatto avrebbero chiuso definitivamente la partita.

Prestazione positiva, quella del Gorfigliano, che dopo un primo tempo altalenante è riuscito a trovare gli equilibri giusti, e a seminare panico tra le file del Don Bosco, che comunque ha disputato una partita di tutto rispetto. Noi ci diamo appuntamento al 18 Ottobre, alle ore 15:00, per la seconda giornata di campionato tra Diavoli Neri Gorfigliano e Sporting Pietrasanta. Avrà molto di cui sorridere, mister Cassettai, e molto su cui lavorare, in vista del prossimo appuntamento.

Ma come si suol dire, in gergo,"Buona la prima!"

Giorgio Ferri


Escursionista colpito da un malore improvviso sul Pisanino...

E' venerdì pomeriggio, quando la stazione alpina di Lucca si trova costretta ad intervenire sul Pisanino in soccorso di un escursionista. L'uomo, di 71 anni, ha iniziato ad accusare evidenti segni di sfinimento, trovandosi così costretto a chiamare il 118, che nell'immediato è riuscito ad attivare i soccorritori alpini. Si pensa che il tutto sia dovuto ad un problema cardiocircolatorio.

Fortuna vuole, che il signore abbia incrociato due escursionisti sulla strada, i quali hanno tenuto la sua compagnia fino all'arrivo dei soccorsi. All'arrivo del Pegaso 3, l'uomo è stato caricato e portato all'ospedale N.O.A. di Massa.

Giorgio Ferri

L'esperienza di mettersi in gioco...

Di fronte a tante cose che non vanno come dovrebbero, ad una crisi di valori, di capacità di tenere in piedi relazioni di qualsiasi natura, di fronte ad un mondo intero da scoprire e alle possibilità che ti si potrebbero aprire davanti… di fronte a tutto questo, restare in un paese piccolissimo come Gorfigliano è davvero un atto rivoluzionario, un gesto di coraggio? O è solo l’ennesimo modo per non rischiare di cambiare lo stato delle cose, in cui, bene o male ci siamo abituati a vivere?

Ho un paio di amici che hanno deciso di andare, di provarci. Per molti però andare fa rima con rinunciare. Rinunciare al proprio paese, alla propria famiglia, rassegnarsi e scappare da qualcosa che non sopportiamo più. Quando il vero coraggio sarebbe restare e combattere per cambiarlo questo qualcosa. Probabilmente hanno ragione entrambi, ma io credo che il vero coraggio stia nella scelta. Qualunque essa sia. Che la cosa più importante è non rimanere fermi. 

Nell'estate di ormai due anni fa ho deciso di non restare fermo e accettare la proposta di lavoro estivo come receptionist in un Hotel da 5 stelle a Valencia, tale Hotel Bali. In molti mi hanno additato come pazzo, ma il mondo, le lingue e le culture, si scoprono vivendole in prima persona, a differenza di quanto dicono certi personaggi che sponsorizzano applicazioni miracolose in grado di farti imparare il coreano in 3 settimane. 

È stato un ricominciare da capo, vivere da solo, farsi nuovi amici, nuova vita. Un percorso che ha avuto alti e bassi. Un percorso che mi ha portato a conoscere l'affabilità di un popolo accogliente e amichevole. Dalle serate in piazza a raccontarci le nostre vite, i pomeriggi sui go kart o in spiaggia, gli aiuti che ci siamo dati tra colleghi di lavoro e anche quelle volte in cui, dietro il bancone, discutevamo di sport e di calciomercato, dando per certo (e ovviamente sbagliando) il fatto che Cristiano Ronaldo alla fine si, "seguro que se queda" (sicuramente rimarrà). Baristi e bariste capaci di intrattenerti per ore, cuochi di simpatia travolgente, ma anche cameriere che hanno candidamente ammesso che lavoravano li solamente perché erano ben pagate. Ho trovato una città multiculturale dove lo spagnolo è stata la lingua che ho usato solamente nel 70% dei casi, dato che molto spesso mi sono ritrovato ad accomodare le richieste di clienti proventi dal Galles o a bere una birra in centro con ragazzi irlandesi. Persone con le quali ho chiacchierato, bevuto, fatto gite, cenato. Gente con cui mantengo i rapporti tutt'oggi. Ho trovato una città attaccata alla propria storia ma proiettata nel futuro, con la zona contemporanea che sta vivendo un grande momento di espansione. Ho visto una città sportiva, sede di affermati club di calcio e basket, nella quale un campo da calcetto con due canestri sbucava spesso quando ci si affacciava agli angoli delle strade. 

Non sono mancati nei 4 lunghi mesi, i giorni in cui avrei preso molto volentieri posto su un aereo di ritorno. Ho subito un furto, mi sono imbattuto in persone intenzionate a truffare l'albergo, ho conosciuto la maleducazione che il denaro molto spesso porta con sé. Non sono mancate le situazioni in cui era richiesto di "sgobbare" su e giù per i 45 piani della struttura a controllare stanze, consegnare servizi in camera, accompagnare alle suite. A volte è stato persino difficile capirsi tra colleghi, dato che il processo di apprendimento di una lingua non ha virtualmente fine. Ma il modo in cui sono tornato è stato ricco di insegnamenti e avventure, col cuore pieno e la bocca ancora impastata di Spagna, consapevole di aver fatta mia una piccolissima fetta di questo pianeta e un gran bel pezzo di torta di esperienze di vita.

Michele Ferri

I "locchi" di Gorfigliano

E come avete potuto notare tanta stoffa e preparazione in questo gruppo di ragazzi che partecipa al progetto Ermes e a dire la verità non è ancora tutto, come si suol dire "il bello ha da venì". Stiamo "arruolando" persone che senza ombra di dubbio potranno contribuire a questo importantissimo progetto. Come ormai ben saprete Ermes è un contenitore apolitico che vuole soprattutto raccontare. Adesso tocca a me e lo voglio fare parlando di una cosa che è a me molto cara, il mio bellissimo Gorfigliano.

La mia prima grande esperienza è stata senza alcun dubbio con Gorfigliano News, dove ho avuto la fortuna di intervistare molti nostri paesani, ricordo ancora gli strepitosi "dialoghi" con Giuseppe Coiai, Gino Canini, Eugenio Tersitti, Domenico Berti; gli allora membri del consiglio comunale; Marcello Ferri e molti, molti altri. Fatti e interviste importanti che voglio riprendere perché fonte di cultura sportiva e intellettuale fondamentale per tutta la nostra comunità. Ah, che sbadato, stavo dimenticando la bellissima storia di Radio Margherita, dove ho avuto la fortuna di porre delle domande a Michele Torre e a Rossano Pancetti; insomma, un percorso lungo alcuni anni che è riuscito a "rafforzarmi" nella conoscenza del mio bellissimo paese.

Gorfigliano è una culla dove ti senti coccolato per tutto l'anno, nonostante le sue anomalie, le sue storie (talvolta frutto della fantasia di qualcheduno) dove te ne trovi protagonista; nessuno può togliersi da questa situazione, ogni abitante ha la sua "carta d'identificazione gorfiglianese". Sì, perché puoi restare chiuso in casa , puoi non frequentare il paese, puoi davvero farti i fatti tuoi, ma a Gorfigliano hai la tua "storia paesana"; come già detto, vera o non vera che ti identificherà nel corso della vita. Non è assolutamente una situazione corretta, però c'è da dire che è molto caratteristica. Il fatto viene avvalorato dal momento in cui, tutti, o quasi, sanno bene che un avvenimento è in gran parte inventato e nonostante ciò cercano di aggiungere pepe all' avvenimento in questione. Oltre questa anomalia Gorfigliano è il paese più bello al mondo, lasciamo perdere le bellezze che la natura è riuscita a regalargli, ma è proprio così dal punto di vista umano. I gorfiglianesi sono un popolo caloroso anche se al primo impatto sembrano degli arroganti, degli attaccabrighe. Voglio ricordare che i gorfiglianesi vengono chiamati "cani", deduco che il nome venga dal fatto perché abbaiano, abbaiano e in realtà non mordono mai. C'è un particolare storico che li identifica, un noto commerciante di Gramolazzo (paese confinante), quando vedeva arrivare i gorfiglianesi al di sotto della curva della Forcola (località al confine fra i due paesi) diceva: "eccoli i locchi (1) di Gorfigliano". Sicuramente il commerciante "gramolazzino" aveva ragione, perché i gorfiglianesi non hanno mai imparato questa lezione. Ci si sente bravi, importanti, nel frequentare altri paesi piuttosto che il nostro Gorfigliano. Era così prima e lo è tutt'ora.

Comunque sia, "non toccatemi il mio Gorfigliano"!

(1) ecco gli stolti

Alessndro Ferri



Diavoli Neri: 0 a 0, e passaggio del turno di Coppa Toscana!

Termina così, con il risultato di 0 a 0, la partita di Coppa Toscana tra Molazzana e Diavoli Neri Gorfigliano. Un pareggio, che vede il Gorfigliano superare il turno, confermando ancora una volta la loro ottima condizione. Un pareggio sofferto e sudato, ma che di fatto consente alla squadra di guardare al prossimo match (il primo di campionato), con serenità e grande spirito. 4-3-1-2 classico, ormai cavallo di battaglia del mister Cassettai, per rispondere ad un Molazzana che fino all'ultimo è riuscito ad impensierire la squadra Gorfiglianese, forse più determinata ad ottenere la vittoria. Non basta, però: nel calcio c'è bisogno di concretezza, ed è quello che i Diavoli Neri hanno dimostrato di avere.

Riassumendo: un pre-campionato niente male quello del Gorfigliano, in grado di tenere testa a River Pieve e Pieve Fosciana, di vincere il primo derby dopo trent'anni di assenza contro il Vagli, e di conquistare un pareggio in un campo ostico come quello di Molazzana. 

Si confermano così le grandi aspettative del pubblico paesano, quelle di vedere i Diavoli da protagonisti, in grado di far valere la propria contro tutto e tutti. E perché no, sognare un cammino lungo e vittorioso in Coppa Toscana, che sicuramente regalerebbe prestigio ed onore alla squadra rossoblu. 

Non resta quindi che attendere signori: 11 ottobre, Don Bosco Fossone-Diavoli Neri Gorfigliano, per cominciare il cammino con il piede giusto. Forza Diavoli!

Giorgio Ferri

Un Gorfiglianese a Roma...


Visto che da tempo bramavo questo viaggio, nonostante la pandemia, sono partito in solitaria per visitare la città eterna: Roma. Contatto qualche amico, prenoto alloggio, mezzi pubblici, e via in direzione della capitale. Appena arrivato l'impatto è stato devastante: girando in taxi, vedere tutte quelle opere d'arte e architettoniche una accanto all'altra mi ha lasciato di stucco. Mi ha fatto sentire "piccolo", ma al contempo è scaturito in me un sentimento "d'invidia" nei confronti di chi queste ricchezze le vive ogni singolo giorno. Uno potrà pensare "ma sei un pazzo a partire da solo". Beh, se la tua meta è questa città puoi farlo benissimo. Le persone ti accolgono con grande gioia e ti trattano come se tu fossi un loro conoscente da tempo. Ho avuto la costante sensazione di essere a casa. Se avete un coetaneo che vive da queste parti non aspettate a contattarlo per fargli visita, perché vivere una giornata tipica del ragazzo romano è un'esperienza unica. Questa è una città in costante movimento, viva sia di giorno che di notte, ed è impossibile annoiarsi. L'esperienza che mi ha segnato di più è stata quella di un tour privato dei musei Vaticani e della cappella sistina. Non solo per aver avuto la possibilità di toccare con mano la magnificenza di queste opere, ma anche per il fatto di aver avuto una guida storica preparata e oggettiva. Non ha solamente narrato il solito trafiletto imparato a memoria su un libro, ha anche raccontato curiosità e fatti sociali accaduti nel corso della storia in chiave limpida e cristallina. Uno in particolare mi ha fatto riflettere: sappiamo tutti che nel corso della storia il clero non ha condotto una vita esemplare ed è stato protagonista di scandali e soprusi. Ebbene, se pur il pontefice attuale, più che intenzionato a riportare l'ordine all'interno del clero cercando di dare un buon esempio di vita ecclesiastica, questi scandali sono all'ordine del giorno in Vaticano. Uno dei tanti è il fatto che la maggior parte dei cardinali hanno molteplici relazioni sia etero che omosessuali, ed è solo un piccolo esempio. Essi però non vengono fatti trapelare al di fuori delle mura dello Stato Pontificio, vista la forte influenza che ha sulla stampa. Ed è proprio per questo che ho preso la decisione di scrivere queste righe e al tempo stesso di abbracciare questo progetto, perché è un diritto delle persone essere informate su cosa accade nel mondo in maniera oggettiva. Concludo dicendovi che questo crocevia sociale e culturale mi ha cresciuto sotto molti aspetti e mi ha regalato un'esperienza che porterò con me per tutta la vita. Quindi cari lettori, l'unica cosa che mi sento di dirvi è questa: se state pensando ad un viaggio, che sia in solitaria, con gli amici, con la famiglia o con la vostra ragazza, non ci sono dubbi, Roma è la metà giusta!

Mattia Ferri